Paolino e la mongolfiera

Paolino ha otto anni e vive in una grande città. Abita con i genitori al quarto piano di un condominio di nove piani.

Il suo palazzo è alto e lungo, così, quando Paolino si affaccia alla finestra, sia che guardi a destra o a sinistra, sia in alto o in basso, vede solo finestre e terrazzini: tutti del medesimo colore grigio.

Finiti i compiti, Paolino passa i pomeriggi a giocare da solo nella sua cameretta. Apre il cassettone sotto il letto e tira fuori il suo gioco preferito, anzi la sua passione: le matite colorate.

Se potesse, colorerebbe il suo palazzo e quello di fronte.

Ma chissà quante matite ci vorrebbero!

Così si accontenta di disegnare i palazzoni e di dipingerli con i colori.

Un giorno Paolino, stufo di fare sempre palazzoni, invece del solito rettangolo, disegna un grande cerchio.

Quando lo ha dipinto di tutti i colori dell’arcobaleno, sospira pensando: - Bello! Ma cosa sarà? Assomiglia a un pallone…-

In quel momento entra nella stanza il papà di Paolino e, guardando il disegno, esclama:

-Che bella mongolfiera!-

Paolino, che non ha mai visto una mongolfiera, gli chiede che cosa sia mai quel pallone colorato. Il papà allora traccia sul foglio dei fili che pendono e si attaccano a una cesta da cui spunta un curioso omino con i baffoni.

- Vedi, il pallone è pieno di aria calda che lo porta in alto. In un cesto così gli uomini hanno volato per la prima volta da un continente all’altro. Gli inventori di questa meraviglia sono stati i fratelli Montgolfier: perciò, in loro onore, si chiama mongolfiera-.

Il papà se ne va soddisfatto, lasciando Paolino incantato.

- Una mongolfiera! Ho disegnato una mongolfiera…-, ripete il bambino e, più lo guarda, più il pallone gli sembra gonfiarsi.

Un venticello tiepido entrato dalla finestra aperta solleva il foglio e lo fa oscillare nell’aria, mentre la mongolfiera si dilata sempre più, fino a riempire tutta la stanza sotto gli occhi stupiti di Paolino.

Senza capire bene che cosa sta succedendo, Paolino si sente afferrare per un braccio e… meraviglia! Ora lui e il signore con i baffi sono insieme nella cesta e, sulle loro teste, il pallone ondeggia sospeso nel cielo azzurro. Poi vola in alto, mentre Paolino chiude gli occhi e trattiene il fiato perché sente un puntolino nella pancia, come quando si parte in ascensore, ma molto più forte.

Paolino adesso si sporge dalla cesta e resta stupefatto. Sotto di loro la città grigia è scomparsa e, al posto dei palazzoni, si allargano prati, colline e boschi fantastici.

- Un gregge di pecore-, grida Paolino, ma non fa in tempo a contarle tutte perché la mongolfiera, sospinta da una lieve brezza, si allontana a gran velocità.

Sotto gli occhi di Paolino scorrono panorami bellissimi, mentre il signore con i baffi, -Montgolfier in persona-, pensa Paolino, dirige il pallone verso il luogo che Paolino ama di più. – Uhuu! Il mare!-, esclama felice il bambino e vorrebbe tuffarsi.

La mongolfiera vola sopra il mare e la distesa d’acqua sembra non avere mai fine.

Paolino rimane senza parole ad osservarla.

- Questo è l’oceano-, lo informa il signor Montgolfier che ha viaggiato molto e conosce la geografia.

Poi, tutto a un tratto, lo scenario cambia e la mongolfiera sorvola la foresta tropicale. Paolino la riconosce subito perché è popolata di animali esotici, proprio come quelli dell’enciclopedia.

Ma le sorprese non sono finite: al posto della foresta c’è ora il deserto, misterioso e pieno di tesori.

- Il sole sta tramontando,- osserva il signor Montgolfier- è già venuta l’ora di tornare a casa-.

- Che peccato – pensa Paolino.- Qui si sta così bene e il mondo, visto dall’alto, è così bello!-

Ma il signor Montgolfier ha già invertito la rotta della mongolfiera che vola veloce verso la casa di Paolino: già si intravedono le strade e i palazzi grigi che il bambino vorrebbe tanto poter trasformare.

Il pallone si abbassa fin quasi a sfiorare i passanti e Paolino vede i bambini della sua città.

Anche sui loro visi si legge la voglia di vivere in un luogo migliore.

Il signor Montgolfier vede che Paolino è triste e indovina subito i suoi pensieri, gli sorride e gli parla sottovoce.

-Vedi, Paolino, volare con la fantasia è importante perché ti permette di immaginare una realtà diversa. Anch’io prima di realizzare il mio pallone ho sognato di volare e, alla fine, ci sono riuscito - confida il signor Montgolfier al bambino.- Se a te non piace la città dove vivi, è giusto che la immagini diversa-.

Paolino si illumina di gioia e dice:- Ho capito, da grande farò l’architetto e progetterò strade, case e città adatte ai bambini!-

Paolino non è più triste, mentre la mongolfiera si rimpicciolisce fino a passare dalla finestra della sua stanza, adagiandosi poi sul foglio da disegno che la contiene tutta.

In quello stesso istante, la mamma di Paolino chiama dalla cucina: - A tavola, è pronto!-

Paolino dà un ultimo sguardo al suo disegno: il signor Montgolfier è al suo posto nella cesta e, ne è proprio sicuro, gli sorride sotto i baffi.

- Grazie, e arrivederci!-, gli sussurra Paolino prima di correre in cucina perché tutto quel viaggiare gli ha messo un grande appetito.

BUON VIAGGIO RAGAZZI!

La matematica sarà per noi come vedere le cose dall'alto!

La vostra maestra GRAZIA.