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  1. Paolo e la mongolfiera

Paolo ha 9 anni e vive in una grande città. Abita con i genitori al quarto piano di un condominio di nove piani.
Il suo palazzo è alto e lungo, così, quando Paolo si affaccia alla finestra, sia che guardi a destra o a sinistra, sia in alto o in basso, vede solo finestre e terrazzini: tutti del medesimo colore grigio.
Finiti i compiti, Paolino passa i pomeriggi a giocare da solo nella sua cameretta. Apre il cassettone sotto il letto e tira fuori il suo gioco preferito, anzi la sua passione: le matite colorate.
Se potesse, colorerebbe il suo palazzo e quello di fronte.
Un giorno Paolo, stufo di fare sempre palazzoni, invece del solito rettangolo, disegna un grande cerchio.
Quando lo ha dipinto di tutti i colori dell’arcobaleno, sospira pensando: - Bello! Ma cosa sarà? Assomiglia a un pallone…-
In quel momento entra nella stanza il papà di Paolo e, guardando il disegno, esclama:
-Che bella mongolfiera!-
Il papà allora traccia sul foglio dei fili che pendono e si attaccano a una cesta da cui spunta un curioso pappagallino di nome Pepe.
- Una mongolfiera! Ho disegnato una mongolfiera…-, ripete il bambino e, più lo guarda, più il pallone gli sembra gonfiarsi.
Un venticello tiepido entrato dalla finestra aperta solleva il foglio e lo fa oscillare nell’aria, mentre la mongolfiera si dilata sempre più, fino a riempire tutta la stanza sotto gli occhi stupiti di Paolo.
Senza capire bene che cosa sta succedendo, Paolo si sente afferrare per un braccio e… meraviglia! Ora lui e Pepe sono insieme nella cesta e, sulle loro teste, il pallone ondeggia sospeso nel cielo azzurro.
Paolo adesso si sporge dalla cesta e resta stupefatto. Sotto di loro la città grigia è scomparsa e, al posto dei palazzoni, si allargano prati, colline e boschi fantastici.
– Uhuu! Il mare!-, esclama felice il bambino e vorrebbe tuffarsi.
Poi, tutto a un tratto, lo scenario cambia e la mongolfiera sorvola la foresta tropicale.
Ma le sorprese non sono finite: al posto della foresta c’è ora il deserto, misterioso e pieno di tesori.
- Il sole sta tramontando,- osserva Pepe - è già venuta l’ora di tornare a casa-.
- Che peccato – pensa Paolo.- Qui si sta così bene e il mondo, visto dall’alto, è così bello!-
Ma il pappagallino ha già invertito la rotta della mongolfiera che vola veloce verso la casa di Paolo: già si intravedono le strade e i palazzi grigi che il bambino vorrebbe tanto poter trasformare.
Pepe vede che Paolo è triste -Vedi, Paolo- gli dice- Volare con la fantasia è importante . Se a te non piace la città dove vivi, è giusto che la immagini diversa-.
Paolo si illumina di gioia e dice:- Ho capito , continuerò a volare con la fantasia e scoprirò luoghi fantastici.
Paolo non è più triste ., mentre la mongolfiera si rimpicciolisce fino a passare dalla finestra della sua stanza, adagiandosi poi sul foglio da disegno che la contiene tutta.
In quello stesso istante, la mamma di Paolo chiama dalla cucina: - A tavola, è pronto!-
Paolo dà un ultimo sguardo al suo disegno: il pappagallino Pepe è al suo posto nella cesta e, ne è proprio sicuro, gli sorride .
- Grazie, e arrivederci!-, gli sussurra Paolo prima di correre in cucina perché tutto quel viaggiare gli ha messo un grande appetito.

BUON VIAGGIO RAGAZZI!